L’isola di Salina prende questo nome da un bacino di acqua salmastra situato in essa. Un tempo, da questo bacino si produceva il sale, che veniva commerciato in parte del mediterraneo. Questo elemento prezioso e caro, per un lungo periodo fu oggetto di traffici per il mercato nero. Si ricorda, infatti, che per essere contrabbandato di luogo in luogo, veniva trasportato in delle cartuccere, nascoste sotto le sottane dalle “pacchiane”.

Anticamente, l’isola di Salina prendeva il nome di “Didyme”, che in greco indica il sostantivo “Gemelle”. Sull’Isola, infatti, i crateri presenti sono esattamente uguali, identici. Tra quest’ultimi si trova la vallata della “Val di Chiesa”, dove si produce la Malvasia.

La Malvasia è un vino dai sapori afrodisiaci, molto dolce, che viene prodotto tramite un lungo processo di essiccazione delle sue uve, in modo da far concentrare la parte zuccherina del mosto, alzando quindi, il grado alcolico. Il sapore intenso di questo vino, quasi divino, lo riconduce al famoso nettare degli Dei; l’Ambrosia.

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